Il ministero dell’Industria e Tecnologia insieme a quello delle Finanze hanno annunciato un piano di supporto per circa 6000 piccole e medie imprese. Obiettivo è la digitalizzazione entro il 2025
Colpo di coda possente del dragone cinese a favore della transizione digitale per piccole e medie imprese. Il Governo di Pechino infatti ha deciso di supportare in maniera decisa il processo di digitalizzazione di 6mila PMI in tutto il Paese entro il 2025. Il piano è stato presentato dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione insieme al ministero delle Finanze pochi giorni fa.
“Dal 2022 al 2025, il governo centrale prevede di supportare i governi locali nella realizzazione di progetti pilota di trasformazione digitale per le piccole e medie imprese“, hanno affermato i ministeri in una dichiarazione congiunta riportata dall’agenzia Reuters.
In cosa consiste il piano?
In sostanza il Governo cinese, secondo quando esposto dai due ministeri, punta al supportare tramite corposi incentivi ben 300 piattaforme di servizi al fine di accelerare il processo di digitalizzazione delle imprese. Una mission importante che sarà probabilmente la punta di un iceberg ben più ampio col quale portare le PMI cinesi ad un livello di competitività e aggiornamento elevato.
Nello specifico, ogni piattaforma ritenuta idonea dal progetto dovrà fornire ampio supporto ad almeno 10 aziende nel proprio processo di trasformazione digitale. La ricompensa massima per ciascuna piattaforma non dovrà superare i 6 milioni di yuan, pari a circa 885.373 dollari.
A quali settori si rivolge il piano?
Automotive, strumenti elettronici, prodotti farmaceutici e chimici: questi saranno i settori di maggior interesse individuati dai ministeri dell’Industria e Tecnologia e quello delle Finanze cinesi. Settori considerati dal Governo di Pechino come veri e propri pilastri dell’economia del Paese del dragone, volano per la crescita economica e per la lotta alla disoccupazione. Inutile dire che l’intervento statale si è reso particolarmente necessario, così come in altri Paesi, a causa dell’emergenza Covid che proprio in Cina ha visto il suo nascere.
Obiettivo 2025
A supporto di tale iniziativa governativa anche la Cyberspace Administration of China che, alla fine del 2021, affermò di intravedere dei “progressi decisivi” nel processo di digitalizzazione delle imprese che, secondo le loro stime, si potrebbe concludere entro e non oltre il 2025. Una sfida importante, considerando le notevoli dimensioni del colosso cinese e le difficoltà interne che spesso ne pregiudicano l’avanzamento tecnologico soprattutto in alcune aree meno sviluppate. L’obiettivo rimane di certo quello di una trasformazione radicale del Paese che in effetti sembra essere già in corso d’opera. Secondo la China Academy of Information and Communications, l’economia digitale della Cina rappresenta il 39,8% del prodotto interno lordo del 2021, avendo raggiunto la cifra monstre di 45,5 trilioni di yuan.
Una cosa è certa: quando il drago cinese si sveglia, solo l’impatto della sua mole rischia di dare uno scossone davvero epocale.