Il Tribunale Ue conferma multa Google. La decisione della Commissione europea arriva in merito alle restrizioni illegali imposte nel 2011.
Il Tribunale Ue multa Google per 4,125 miliardi di euro, è questa la decisione finale il quale “sconta” l’ammenda nettamente superiore, 4,343 miliardi, imposta inizialmente dalla Commissione.
Le accuse mosse al colosso di Mountain View, riguardano l’imposizione di restrizioni illegali ai produttori di dispositivi mobili Android e agli operatori di reti mobili, al fine di consolidare la posizione dominante del suo motore di ricerca. Le accuse risalgono al 2011, quando alcune società denunciarono alcune pratiche commerciali di Google.
Nel luglio 2018 la Commissione ha sanzionato la società per aver abusato della sua posizione dominante. Erano state imposte restrizioni contrattuali anticoncorrenziali ai produttori di dispositivi mobili e agli operatori di reti mobili. Obiettivo di Google era proteggere e consolidare la propria posizione di vantaggio in materia di servizi di ricerca generica e, relativamente ai proventi degli annunci pubblicitari collegati a queste ricerche.
Il ricorso
Il ricorso effettuato da Google viene respinto dal Tribunale, il quale si limita a scontare l’importo della sanzione. Ciononostante, si parla di una multa da record in materia antitrust, in quanto è la più alta inflitta in Europa da un’autorità di vigilanza.
Google esprime la sua delusione:” “Siamo delusi dal fatto che la Corte non abbia annullato completamente la decisione. Android ha creato più scelta per tutti, non meno, e supporta migliaia di aziende di successo in Europa e nel mondo”.
Maria Antonietta Ferraro