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Il multicloud come leva di innovazione nella PA

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La ricerca della società americana di cloud computing, Nutanix, evidenzia la transizione ad infrastrutture multicloud nel settore pubblico. Nei prossimi tre anni raddoppierà dal 39% al 67% il numero di enti che adotterà il multicloud come modello operativo IT primario.

“L’evoluzione verso un’infrastruttura IT multicloud che abbracci diversi cloud privati e pubblici è ormai una realtà in tutto il mondo. Il settore pubblico è in ottima posizione – spiega Chip George, Vice President of Public Sector di Nutanix.  Per adottare con successo una strategia multicloud è necessario focalizzarsi sulla sicurezza intrinseca della piattaforma. Le organizzazioni del settore pubblico devono guardare a soluzioni per l’hybrid multicloud che soddisfino i requisiti di sicurezza. In modo da avere visibilità, facilità di gestione e applicazione coerente delle policy oltre a un attento controllo dei costi tra i diversi ambienti”.

Le sfide legate al multicloud

Il settore pubblico avviato alla transizione digitale, deve interfacciarsi con le diverse sfide legate all’adozione di modelli multicloud. Il report evidenzia quelle principali:

  • La protezione dei dati su più cloud (49%);
  • La mobilità delle applicazioni (47%);
  • La sicurezza (46%);
  • La gestione dei costi (45%).

Inoltre, dato che l’87% di tutte le organizzazioni del settore pubblico globale ha citato la mancanza di alcune competenze IT per soddisfare le attuali esigenze aziendali, la semplificazione delle operazioni sarà probabilmente un obiettivo chiave per molti nel prossimo anno. Tuttavia, i leader IT si stanno rendendo conto che non esiste un approccio unico al cloud e che il multicloud ibrido è il modello ideale secondo la maggioranza degli intervistati (75%). Tale modello aiuterà ad affrontare alcune delle principali sfide legate alle implementazioni multicloud, fornendo un ambiente cloud unificato su cui le policy di sicurezza e di governance dei dati possono essere applicate in modo uniforme.

I vantaggi

L’adozione di tale modello per le organizzazioni pubbliche risulta essere vantaggiosa, in relazione ai seguenti fattori:

  •  Il miglioramento della sicurezza e/o il rispetto dei requisiti normativi (33%);
  •  La possibilità di mantenere il controllo (31%);
  • La possibilità di controllare le prestazioni (30%)

Inoltre, la mobilità delle applicazioni viene percepita come meno problematica. Infatti, il 76% ritiene che spostare un carico di lavoro in un nuovo ambiente cloud può essere costoso e richiede tempo, contro l’80% di tutti gli intervistati nei diversi settori.

Le priorità IT del settore pubblico per i prossimi 12-18 mesi includono, il miglioramento del livello di sicurezza (46%), lo storage (41%), l’implementazione del 5G (39%) e il miglioramento della gestione multicloud (39%). A causa della situazione pandemica, gli intervistati della PA a livello globale, hanno affrontato una maggiore spesa per l’IT in alcune aree. Con il conseguente rafforzamento della loro posizione di sicurezza (55%), l’implementazione della tecnologia basata su AI in modalità self-service (50%) e l’aggiornamento dell’infrastruttura IT esistente (40%).

Maria Antonietta Ferraro