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PND, per gli atti della PA la notifica diventa digitale

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Dal prossimo 21 giugno entra in vigore il Regolamento che disciplina le modalità di funzionamento della Piattaforma per la notifica atti della Pubblica Amministrazione (PND). L’annuncio è già stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.130 dello scorso 6 giugno e punta a velocizzare ancor di più la comunicazione tra l’utente e le PA.

Un passo in avanti verso il digitale

Con quanto definito dall’articolo 26 del Decreto Semplificazioni n.76/2020, si regolamentava il funzionamento della Piattaforma ufficiale, sviluppata dalla società PagoPA, col quale i cittadini avrebbero potuto ricevere direttamente in forma digitale e su ogni dispositivo i documenti richiesti. Un progetto che parte quindi da lontano e che rientra in pieno nel processo di Trasformazione Digitale voluto dall’Unione Europe e ratificato dall’Italia.

Obiettivo quindi quello di snellire le lunghe file presso gli sportelli fisici dando la possibilità all’utenza di ricevere in maniera facile, efficiente e sicura atti provenienti dai servizi pubblici come atti giuridici, provvedimenti, avvisi o comunicazioni importanti, abbattendo infine costi e tempi anche per le PA stesse. Un procedimento utile soprattutto ai tanti professionisti, quotidianamente alle prese con la Pubblica amministrazione.

Come funzionerà la piattaforma PND?

Una volta prodotto il documento richiesto o la comunicazione da inviare al cittadino, un funzionario della Pubblica Amministrazione potrà accedere alla piattaforma tramite sistema d’identità digitale SPID o CIE e potranno inserire facilmente e in pochi click il documento stesso, inserendo il codice fiscale del destinatario e il suo domicilio digitale.

Una volta inserito il file, si procederà con l’invio di un avviso via PEC per notificare l’invio dell’atto e le istruzioni utili per facilitare all’utente l’accesso alla piattaforma e concretamente usufruire della comunicazione o del documento.

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La notificazione dell’atto: come avviene?

La comunicazione di un avvenuto transfer del documento, dell’atto o di un’informativa, procederà per tre vie, dalla prima alla terza in sequenza, in caso di caselle di posta sature o non più valide e non sostituite:

  • presso il domicilio digitale comunicato dal destinatario
  • presso il domicilio digitale se espresso
  • presso il domicilio digitale generale, ovvero l’indirizzo fornito e presente negli elenchi PEC di professionisti, PA e cittadini previsti dal CAD.

E cosa accade se tutti i domicili sono non raggiungibili?

In caso gli indirizzi forniti dal cittadino risultassero non raggiungibili per problemi tecnici, per saturazione della casella per indirizzi non corretti, il protocollo prevede un nuovo invio. Al fallimento del secondo tentativo si procederà al ritorno della comunicazione in analogico a mezzo raccomandata con avviso di cortesia. Per coloro invece che non avessero in dotazione il domicilio digitale con certificato idoneo, si procederà con l’invio di una raccomandata con avviso di ricevimento in forma del tutto eccezionale.

 

Per essere a conoscenza di tutte le variazioni nel manuale operativo della piattaforma è possibile consultare il sito di PagoPA della Piattaforma notifiche digitali degli atti pubblici (PND)