Sanità digitale, il punto della situazione al Convegno “Salute domani. Telemedicina, competenze digitali, intelligenza artificiale”. Presso la Sala Capitolare del Senato.
Il PNRR metterà a disposizione ulteriori risorse per la transizione alla sanità digitale. Lo sviluppo dovrà incentrarsi su tre temi cardine: Cartella clinica elettronica unificata, competenze digitali nel personale sanitario e la capacità di analizzare i dati tramite tecnologie di intelligenza artificiale.
In merito alla cartella clinica elettronica unificata, il direttore generale Dg Connect della Commissione europea, Roberto Viola afferma: “Il paradigma attuale della salute vede la persona che va verso il servizio sanitario. Questo significa affollamento, difficoltà e spese. Al contrario, la salute che va verso il cittadino funziona solo se ci sono le tecnologie” – e continua – “Ogni cittadino deve avere la cartella sanitaria. Negli anni il sistema incompatibile dei tagli sanitari non ha consentito l’integrazione dei dati sanitari; così non c’è assistenza. Se oggi ci sono cartelle diverse tra le regioni, per non parlare della diversità con quelle degli altri Paesi europei, non parliamo di un sistema frammentato, ma di un sistema molto costoso. Serve la cartella clinica unificata”.
Digital health come nuovo corso di laurea
La ministra dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, racconta come sviluppare nuove competenze:” Credo che la digital health debba essere inserita nei percorsi di area sanitaria e nei corsi di specializzazione. Le università possono fornire, insieme agli altri esperti del settore, ulteriore formazione.
La ministra Messa continua – “Bisogna creare conoscenze e competenze ulteriori anche per chi è nel settore. Già da oggi, si possono inserire dei crediti in digital health per dare più flessibilità ai corsi di laurea. E poi corsi per manager sanitari. Vale la pena cercare di trovare competenze e complementarietà per questo tipo di formazione. Molto interessante sarebbe anche la creazione di una comunità di esperti in sanità digitale dislocati in vari punti strategici“.
Maria Antonietta Ferraro